Tu chiamale sei vuoi emozioni!

Vi siete mai chiesti che importanza hanno le emozioni nella raccolta fondi? Siamo fatti di emozioni, perché allora non esprimerle per un buon motivo, vale a dire per fare fundraising?

Partiamo dalla definizione di emozionare per capire meglio come sfruttare questo “strumento” che ci è dato per definizione in quanto esseri umani. Secondo l’enciclopedia Treccani si tratta di un processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici, comportamenti ‘espressivi’.

Le emozioni hanno un fine relazionale, in quanto una volta comunicate vengono condivise da due o più persone. A noi interessa proprio questo aspetto: comunicare agli altri un’emozione e capire quale sentimento stiamo suscitando in loro.

Le facce dell'emozione

Le emozioni e le decisioni si attivano su base multisensoriale. Per convincere qualcuno a donare dobbiamo cercare di utilizzare l’intero spettro dei sensi: le immagini, i suoni, i profumi, gli oggetti e le parole.

Le emozioni convincono a donare e donando si attivano dei meccanismi di ricompensa, che ci fanno stare meglio.

Se riusciamo a far provare rabbia, felicità, serenità, tristezza riusciremo a stimolare la firma di una petizione o addirittura una donazione.

Il nostro cervello è programmato evolutivamente per rispondere maggiormente a stimoli ed emozioni negative (tristezza, paura, rabbia) rispetto a quelle positive.

Nel caso della raccolta fondi, la possibilità di donare e contribuire a una causa e ad un’organizzazione costituiscono un potente stimolo che attiva emozioni positive che contribuiscono a fare sentire il donatore felice e soddisfatto.

Ci sono testi o immagini che possono generare solamente sensazioni di fastidio ma non farci arrabbiare al punto da prendere una decisione o possiamo rimanere completamente terrorizzai o stupiti da farci prendere un’iniziativa. Trovare il giusto livello emozionale è fondamentale per comunicare al nostro target.

Emozioni

Possiamo quindi dire che le emozioni guidano le decisioni, cerchiamo quindi di creare una connessione emotiva tra la nostra mission e i donatori.

Donare rende felici: da fundraiser dobbiamo puntare ad incitare questa emozione cercando di mantenerla anche dopo la prima donazione.

Le azioni non sono neutre ma spingono a compiere un’azione: l’importante in questo caso è che l’azione sia una donazione!

 

E ora non potevo non mettere questa canzone… 🙂

 

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